La rubrica di Cristian Bresadola
Naturopatia, fiori di Bach, fitoterapia, riflessologia. Saggezza Maya, idroterapia, tradizione e mito. Note dal mio percorso, scritte con la calma di chi non ha fretta di convincere.
Il primo fuoco di ottobre porta con sé un odore di polvere bruciata e, il mattino dopo, una gola che tira. Non è sempre un raffreddore in arrivo: spesso è l'aria di casa che ha smesso di parlare con il respiro. Qualche gesto semplice per rimettere umidità dove c'è solo calore.
La graticola bucata, il fumo nei cortili d'ottobre, il profumo che annunciava la stagione dei morti e dei doni. Dalla castagna che si apre lasciando il riccio, un modo per guardare il lavoro dell'autunno Metallo: nutrirsi di quel che resta e lasciare andare la scorza. Con qualche nota su un intestino che, d'autunno, si fa pigro.
A metà settembre i grappoli neri del sambuco piegano i rami lungo le strade di campagna, e viene voglia di portarli via tutti. Racconto cosa si raccoglie e cosa si lascia, perché queste bacche vogliono il fuoco prima della bocca, e come uno sciroppo di casa diventi un modo di entrare nella stagione fredda con più calma.

Il 22 settembre, verso le sette di sera, ci si accorge che è già buio. Il corpo lo sapeva da giorni, la testa arriva dopo. Qualche appunto su come accompagnare il passaggio: orari, luce del mattino, respiro lungo, e il permesso di non essere subito in ordine.

Quando la luce cala e le mattine si fanno umide, l'acqua cambia carattere: da refrigerio diventa richiamo. Racconto come la tradizione idroterapica europea e il modo maya di leggere il tempo si somigliano più di quanto sembri, e cosa significa in pratica lavarsi le braccia sotto il rubinetto alle sette del mattino.

La prima settimana di rientro ha un ritmo suo, e quasi mai coincide con il nostro. Racconto la differenza fra andare veloce e andare di corsa, e come il fiore di Impatiens — con un cenno a Elm per chi si sente sommerso — non serva a fare più cose, ma a restituire a ciascuno il proprio tempo interno.

Un archetipo non è una carta: è una forma che l'umanità ha riconosciuto per millenni, nei miti, nelle fiabe, nei sogni. I tarocchi la mettono sul tavolo, e chi la guarda si riconosce. Un viaggio in ventidue immagini, e il modo in cui le uso in studio.
"Mi farà male?" è la prima domanda che fanno quasi tutti. La risposta breve è no. La risposta più lunga richiede di spiegare cosa è davvero la riflessologia plantare, e cosa non è.
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